Non vi è dubbio che i risultati di questo studio faranno discutere il mondo della formazione scolastica, almeno quella d’oltre oceano che si sta interrogando da tempo sul fenomeno del bullismo anche attraverso studi statistici ed analisi comparate.
Lo studio in questione è quello condotto dalla ricercatrice Jaana Juvonen dell’università californiana UCLA. Per ora lo studio è stato pubblicato in anticipo solo via web sulle pagine del sito dell’università il 19 agosto ma sarà presto pubblicato anche sulle riviste di settore.
La ricerca ha coinvolto 2.300 studenti di 11 diverse scuole (equiparabili alle medie italiane) nel distretto di Los Angeles ed i rispettivi insegnati.
L’analisi ha messo in relazione le vittime del bullismo ed i rispettivi risultati scolastici nell’arco temporale di tre anni.
Al di là delle considerazioni, pur interessanti, sul metodo di analisi (il punteggio e la valutazione per gradi fatta dagli insegnati oltre l’aver scorporato le singole materie) risulta interessante quanto afferma la Juvonen nella sua sintesi.
Non è possibile, afferma la ricercatrice, indirizzare ed intervenire sugli scarsi risultati accademici degli studenti senza prendere in considerazione il bullismo: questi due aspetti sono infatti fortemente correlati.
Gli studenti vittime del bullismo ottengono senza alcun dubbio risultati peggiori nelle diverse materie, non partecipano alla vita scolastica con profitto e rischiano di peggiorare la loro situazione con il tempo.
Ma questa correlazione funziona “in due direzioni” mette in rilievo lo studio, ossia che gli scarsi risultati accademici degli studenti sono di fatto il fattore che favorisce gli atti di bullismo.
In altri termini uno studente con scarsi risultati rischia maggiormente di essere vittima di atti di bullismo ed emarginazione scolastica.
Una strada per arginare il bullismo segnala quindi lo studio è proprio quella di aiutare gli studenti peggiori ad migliorare i loro risultati accademici.
Non solo quindi azioni formative nei confronti dei “bulli” ma anche e soprattutto interventi per migliorare gli studenti peggiori (sotto il profilo dei risultati ovvio).
Ultima nota statistica gli studenti interrogati nello studio eran 44% latino-americani, 26 afroamericani, 10% asiatici, il 10% americani bianchi ed il rimanente 10% “multirazziali”.
Ma quello dell’integrazione è un ulteriore problema che non è stato preso in considerazione nello studio.
Tratto da
http://newsroom.ucla.edu/portal/ucla/victims-of-bullying-suffer-academically-168220.aspx
(c) 2010 Paolo Gasperi

